................

Chiesa di San Giovanni Battista

Il Sacerdote Luigi Tiscornia, nel suo "Montobbio Cenni Storici… " dice: "… Le origini di questa Chiesa stanno nascoste nella notte dei secoli; perciò non è dato segnare i remotissimi tempi che sorrisero alla sua culla. … " e ancora "… Antichissimo era il tempio che dette il posto all'odierna sontuosa e magnifica chiesa. Dalla sua primitiva forma nulla possiamo riferire, costandoci solo che Mons. Bossio visitandola nel 1582, la ridusse a due altari, mentre il Cardinale Durazzo, Arcivescovo di Genova, ve ne trovò tre, cioè, quello del S.S. Rosario, di S. Antonio Abate e l'altare maggiore. Nel 1692, il Popolo riconosciuto che la Chiesa era insufficiente a capire la numerosa popolazione, conveniva di adeguare al suolo quel sacro edifizio e nello stesso luogo innalzare un nuovo tempio, in disegno e dimensioni come al presente si scorge. …"
Il Sacerdote A. Remondini non esitò a scrivere che "… la chiesa di Montobbio è una magnificienza fra i monti …" e, che "… se fosse ornata di fregi competentemente alla sua struttura, la cederebbe di poco a qualsiasi anche bellissimo tempio delle liguri riviere. Chi ne curò la costruzione ispirossi all'architettura della chiesa di N.S. delle Vigne in Genova, e, su tale modello, la fece a tre navi con 12 colonne in cotto, binate, e reggenti tre arcate per lato. …" L'erezione di detta fabbrica risale alla seconda metà del secolo XVII; è poi certissimo che tra il 1677 e il 1669 ne venia costruito il coro. Le sue dimensioni sono in lunghezza metri 34,18; in larghezza metri 19,46 con un'altezza di metri 18,50." (Tratto da Montobbio Cenni Storici compilati dal Sacerdote Luigi Tiscornia, Tipografia della Gioventù, Genova 1891.)

Nella seconda metà del Seicento la chiesa venne, dunque, completamente riedificata, mantenendo parte della struttura muraria originale ed al suo interno è possibile ammirare diverse opere d'arte. La visita può partire dalla navata sinistra al portale d'ingresso. Sopra il primo altare è collocato un Presepe il cui autore non è noto. Nella seconda cappella si trova il capolavoro di Bartolomeo Guidobono, "La Vergine porge la sacra cintura alle anime purganti", databile fra il 1697 ed il 1698. Nella terza, una pala della maturità del Fiasella, "Il rifiuto del donativo al tempio". Nel presbiterio si fronteggiano "L'elemosina di Sant'Antonio" di Giovanni Andrea De Ferrari e "Il Paradiso" di Aurelio Lomi, eseguita dall'autore toscano durante il suo soggiorno a Genova. L'altare maggiore, dedicato a San Giovanni Battista, è realizzato secondo il gusto del Seicento. Il paliotto è rettangolare, con intarsi in marmi policromi, il tabernacolo è a forma di tempietto ottagonale. La pala, collocata nell'abside, raffigura la "Decapitazione del Battista" di Orazio De Ferrari, di epoca prossima al 1640. In capo alla navata di destra si trova un altro dipinto del Fiasella, "Santa Chiara che mette in fuga i saraceni", opera firmata e datata 1667. Nella seconda cappella della navata di destra, si trova una pala dell'altare di Anton Maria Piola, "La Vergine, San Giorgio, Sant'Antonio Abate e Sant'Antonio da Padova". Sopra il primo altare di destra troviamo la "Madonna con il Bambino" dello scultore Francesco Merciano, mentre il secondo altare ospita una pala di Giovanni Andrea Carlone, "I Santi Lucia, Appollonia e Bernardino". Un crocifisso ligneo del Seicento, in sacrestia, alcune statue del Settecento genovese ed una tela raffigurante la Sacra Famiglia adorata dagli Angeli completano lo straordinario corredo artistico della chiesa.